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La creación de ese registro a nivel nacional es una de las exigencias que los principales partidos le han hecho al Zarapack Cartera de mano unisex rosa
y al que reclaman el inmediato desarrollo reglamentario de la ley sobre la protección jurídica de la infancia y la adolescencia, cuyo retraso es ya de dos años. Sin él, las cuestiones que aparecen en la norma relativas a adopciones y acogida no se ponen en marcha.

"En principio French Connection Roree, Zapatillas de Estar por Casa para Mujer Rojo Oscuro
. Regula más derechos de los menores y aporta más transparencia. Otra cosa es la capacidad de aplicarla", señala Olatz Alberdi, letrada de ABA Abogadas. En su opinión el principal problema es la falta de medios: "Habría que dedicar más personal, más equipos especialistas. Hay bastante colapso con eso y conlleva muchos retrasos".

La diputada de Berba Cartera de mano para mujer verde verde
Patricia Reyes es la parlamentaria que más veces ha llevado la problemática de las adopciones al Congreso entre la pasada legislatura, la legislatura fallida, y esta. Proposiciones no de ley, interpelaciones a la ministra de Sanidad, Dolors Montserrat , y hasta una moción presentada a mediados de mayo para que el citado reglamento se lleve a cabo en un plazo máximo de tres meses.  

La storia della Villa  Reale di Monza ha inizio con l’arrivo a Milano nel 1771 del nuovo governatore, l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, penultimo figlio dell’imperatrice Maria Teresa. Il neo governatore organizzò, con la moglie Beatrice d’Este, una corte in cui i patrizi lombardi poterono trovare una loro collocazione e una ragione d’essere. Certamente l’arrivo di Ferdinando a Milano introdusse nuovi elementi di sviluppo e di interesse nello scenario milanese, non ultima la trasformazione della città in “capitale”. La costruzione della Villa, sotto la direzione dell’architetto Piermarini, deve essere inquadrata in questo contesto.

L’incarico della costruzione, conferito nel 1777 all’architetto imperiale Giuseppe Piermarini, fu portato a termine in soli tre anni e fu usata dall’arciduca come propria residenza di campagna fino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796. La Villa faceva parte di un più ampio progetto di riforme, ideate da Ferdinando, le quali, oltre a essere dirette alla vita politico-amministrativa, riguardavano anche la riqualificazione degli spazi. Perno del nuovo assetto, la creazione di un “sistema di regge”. La vicinanza alla capitale, la peculiarità del territorio, caratterizzato da terrazzamenti alluvionati antichi, e la ricca vegetazione di pregio sono stati gli elementi che hanno portato alla scelta di Monza come sede della villeggiatura regale. Con l’incoronazione di Napoleone nel 1805, la Villa divenne residenza del figliastro Eugenio di Beauharnais. La caduta di Napoleone riconsegnò la Villa Reale nelle mani degli austriaci, i quali la lasciarono per alcuni anni in uno stato di relativo abbandono, fino a quando nel 1818 non ne prese possesso il viceré del Lombardo-Veneto Giuseppe Ranieri. Occupato nel 1848 dai militari di Radetzky, tra il 1857 e il 1859 il palazzo tornò a essere sede di una corte sfarzosa durante il breve soggiorno monzese dell’ultimo rappresentante della casa d’Austria, Massimiliano I d’Asburgo, fratello di Francesco Giuseppe.

Quando il Lombardo-Veneto venne annesso allo Stato del Piemonte,  la storia della Villa  finì per incrociarsi inevitabilmente con il destino dei Savoia, diventando residenza privilegiata di Umberto I e ritornando così al suo ruolo originario di residenza di villeggiatura. Il sovrano si affidò alla direzione dell’architetto Majnoni per ornarla, restaurarla e migliorarla secondo il gusto dell’epoca. Fu dunque in quegli anni che la Villa subì una radicale trasformazione di molte delle sue parti.

Nel 1900 Umberto fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci; in seguito al luttuoso evento il nuovo re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferire al Quirinale gran parte degli arredi.

Nel 1934 con Regio Decreto Vittorio Emanuele III fece dono della Villa ai Comuni di Monza e di Milano. Le vicende dell’immediato dopoguerra della seconda guerra mondiale provocarono occupazioni, ulteriori spoliazioni e decadimento del monumento.

Oggi la Villa Reale è di proprietà congiunta del Comune di Monza, della Regione Lombardia e del Demanio dello Stato. Nel 2003 la Regione Lombardia, il Comune di Monza, proprietari pro quota parte del complesso Villa Reale di Monza indicono un concorso internazionale di progettazione per il recupero e la valorizzazione della Villa Reale e dei Giardini di pertinenza. Nel 2003 partono i lavori di restauro conservativo delle nove sale di rappresentanza del primo piano nobile che si concludono nel 2007 con l’apertura straordinaria al pubblico. Il 30 luglio 2008 è stato siglato un accordo strategico per Villa Reale e il Parco di Monza.

L’accordo riguarda il restauro e la successiva valorizzazione culturale della Villa Reale e del Parco di Monza e prevede di destinare l’intero complesso monumentale a finalità culturali e di alta rappresentanza istituzionale, in vista delle manifestazioni connesse a Expo 2015. La conclusione dei lavori di restauro viene salutata con una cerimonia pubblica il 26 giugno 2014.

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    11 aprile 2017

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    , viene inaugurata anche la sezione " A caccia di…bufale"  che mensilmente si occuperà di confutare le fake news più diffuse sul web sulla salute dei più piccoli. Il debutto è affidato al tema del  vaccino contro il morbillo .

    A scuola di salute è il magazine digitale mensile dell'Istituto per la salute dell'Ospedale Bambino Gesù. Si propone di informare genitori e insegnanti, con un linguaggio semplice, sui temi di base della pediatria. I contenuti sono dedicati alla salute dei più piccoli, alla loro crescita e ai quesiti di base che di norma vengono rivolti al medico in età pediatrica.

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